Blog da Monte Bianco

09/10/2013 14:46
WORKSHOP O SEMINARIO? BRUNCH O SPUNTINO?

 

Nel 16º secolo Niccolò Machiavelli, quando nel suo "Principe" classificò le varie forme di governo, dinanzi alla difficoltà di procedere ad una trattazione rigorosa in una materia sino ad allora affrontata quasi sempre in latino, utilizzò il materiale linguistico a sua disposizione per individuare termini antichi, a cui dette nuove definizioni molto dettagliate, a cui in seguito si attenne scrupolosamente. Un esempio particolarmente rilevante ci è offerto dalla parola "repubblica", in precedenza adottata anche come sinonimo di "stato", e che invece il segretario fiorentino utilizzò esclusivamente per indicare una forma collettiva di governo, in contrapposizione al termine monarchia, indicante invece una forma individuale di governo. Questa scelta del Machiavelli riscosse tanto successo che ad essa si conformarono quasi tutti gli autori successivi, non soltanto italiani.

Poco più tardi, un altro grande toscano, Galileo Galilei, fece tesoro della lezione del Machiavelli e la applicò al campo delle scienze esatte, in cui spesso usò termini del linguaggio quotidiano, ai quali conferì un nuovo significato tecnico, successivamente sempre osservato nelle sue opere. In altri casi creò letteralmente nuove parole con la tecnica della composizione, come nel caso celeberrimo di "cannocchiale". Anche l'opera di Galilei lasciò una grande eredità linguistica universalmente riconosciuta.

Questi due esempi mostrano come sia possibile risolvere oggettivi problemi di comunicazione attingendo al nostro ricco patrimonio lessicale.

Più tardi, illustri pensatori come Melchiorre Cesarotti, nel "Trattato sulla filosofia delle lingue", e Giacomo Leopardi, nelle numerose riflessioni dedicate all'argomento nel suo "Zibaldone", non si mostrarono ostili all'accettazione di termini di origine straniera, quando apportatori di nuovi concetti, purché fossero accolti nella nostra lingua adattandoli al suo sistema fonologico e morfologico (è il caso, ad esempio, dell'italiano "besciamella" dal francese "béchamel").

Recentemente si è diffusa l'abitudine di utilizzare nella comunicazione quotidiana molti termini di origine straniera non adattati al nostro sistema fonologico. Si tratta dei cosiddetti "prestiti non integrati", molto comuni ad esempio nell'area dell'informatica (mouse, computer, hard-disk, ecc.). Indubbiamente l'adozione dei prestiti in tale forma denota un'accresciuta competenza degli italiani nella lingua inglese, ma talvolta sembra priva di qualsiasi effettiva necessità, quando vi si ricorre per esprimere concetti per i quali esistono una o più parole genuinamente italiane equivalenti.

La mia modesta opinione è che i "prestiti linguistici" rappresentino un'innegabile risorsa, a cui ricorrere, con una certa prudenza, nei casi in cui aiutino a risolvere autentiche difficoltà di comunicazione. In caso contrario, è opportuno utilizzare il ricco materiale lessicale a nostra disposizione, pena l'inevitabile impoverimento della lingua italiana.

Mi permetto di fare soltanto due piccoli esempi, sperando di non offendere nessuno.

Si sta diffondendo sempre più l'uso del termine "Workshop" per indicare "un corso di specializzazione" o un "seminario di studi" (espressione quest'ultima che potrebbe essere tranquillamente sostituita semplicemente da "seminario"). Gli amici del Comitato degli Italiani all'Estero, da alcuni anni, promuovono a San Paolo una bella e fortunata manifestazione, che viene regolarmente pubblicizzata come "Workshop fotografico". Davvero non sarebbe possibile utilizzare un altro nome più italiano, senza nulla togliere a questa lodevole iniziativa?

Secondo esempio. Due anni fa ho partecipato ad un corso di aggiornamento per professori di italiano, promosso dall'Istituto Italiano di Cultura. Nell'ultimo giorno del corso ai professori partecipanti è stato cortesemente offerto un appetitoso "brunch". Anche in questo caso, penso si sarebbe potuto trovare un altro termine. Un suggerimento ci viene dagli amici dell'Associazione Giuseppe Verdi di Salto, che, qualche tempo fa , pubblicizzando, proprio sul notiziario del Comites, una Messa in Italiano, informavano che alla sua conclusione sarebbe stato offerto uno "spuntino".

Voglio cogliere l'occasione, a rischio di apparire provinciale e all'antica, per esprimere tutta la mia simpatia agli amici dell' Associazione Giuseppe Verdi di Salto.

Ilario Giannelli

Coordinatore didattico della Monte Bianco  


Comentários:

17/10/2013 16:53
Riflessione sul tema
Por Marco Bigot

Dal mio punto di vista, l´uso
"indiscriminato" di un termine che
apparentemente non ha nulla a che vedere
con la nostra amata lingua italiana
mette in evidenza il ruolo esercitato
dalla globalizzazione. L''influenza
socioculturale nella rideterminazione di
una lingua ha origini antiche e denota
come l''evoluzione di un sistema
linguistico non abbia solamente rigide
radici neogrammaticali ma, anzi,
abbandoni le leggi che regolano i
rapporti fonetici, per abbracciare
aspetti interculturali. Il ruolo
esercitato dalla comunitá dei parlanti,
privo di una base scientifico-culturale
che rispetti gli assiomi della
glottodidattica, non é in grado di
attuare una vera e propria integrazione
del prestito linguistico alle strutture
grammaticali di una lingua, tuttavia,
puó esercitare un acclimatamento, come
afferma Gusmani, di tipo lessicale. In
questo modo si arricchisce il
vocabolario della lingua in esame e ció,
secondo il mio pensiero, é di per sé
positivo. Il problema che Giannelli pone
in dicussione é peró se risulta essere
lecito l''utilizzo di un determinato
termine o, viceversa se é possibile
usare un vocabolo corrispondente
italiano in sostituzione di quello
straniero. In buona sostanza l''uso e
non l''abuso di parole di origine
straniera, questo é il punto cruciale.
Nel rispondere a quest’ultimo quesito
penso che noi tutti non possiamo
sfuggire dal linguaggio ipertecnologico
e globalizzante in continua evoluzione
del XXI secolo, ma un''attenta analisi,
un filtro cognitivo é assolutamente
auspicabile, anche perché la pigrizia
intellettuale non puó essere
giustificata dalle tendenze del momento.
Deixe também seu Comentário:

Nome Completo:*
E-Mail:*
Título:*
Mensagem:*

Código de Verificação:
Digite abaixo o código ou clique no
ícone para gerar um novo código

Status do Código Digitado:
 

Enviar     Limpar